A scuola di fiori con La Fiorellaia: la mimosa

Una sua follower l’ha definita una ‘spacciatrice di gioia floreale’: Cecilia Paganini (La Fiorellaia) è una profonda conoscitrice dei fiori, ma soprattutto ne è un’amante… contagiosa. Tra consigli pratici e curiosità, ci regala conoscenza e bellezza e questo mese ci parla della mimosa!

Questo mese scopriremo come creare una composizione per la Festa della Donna! Vi vedo già con gli occhi alzati al cielo, ma fidatevi, riusciremo a farci sorprendere anche dalla mimosa, un fiore che è noto a tutti, ma nasconde caratteristiche inesplorate. Vi sembra una scelta scontata? Per me non esistono fiori migliori di altri, è l’uso che se ne fa a segnare la differenza.

ACACIA

Quella che ci ostiniamo a chiamare Mimosa in realtà è un’acacia. Pur non essendo originaria dell’Europa, si è facilmente adattata ai climi temperati caldi. In Liguria, per esempio, ci sono interi tratti di colline a uliveto coperti di mimose, ormai naturalizzate. Anche in Sardegna è possibile ammirare meravigliose esplosioni gialle, che fioriscono tra gli eucalipti: ne sono rimasta incantata durante uno dei miei viaggi primaverili.

La mimosa

C’è chi la ama e chi la odia, anche per l’inconfondibile profumazione, io trovo che vada solo osservata nella sua unicità. È stata scelta nel secondo Dopoguerra per rappresentare la Festa della Donna in Italia soprattutto per la facilità con cui può essere reperita, donata e, perché no, indossata. La mimosa fiorisce spontaneamente in questo periodo, niente scuse per non regalarla o per non creare qualcosa di speciale!

LA COMPOSIZIONE

Per farvi ricredere su questo meraviglioso fiore, ho pensato di proporvi diverse opzioni. È fondamentale sapere che la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione: infatti la trovate sempre confezionata perché questo le consente di non perdere la vaporosità che la caratterizza. Per far sì che duri più a lungo, quindi, cercate di evitare che perda troppa acqua, altrimenti i fiori seccheranno in fretta e raggrinziranno. Come alternativa al classico sacchettino in plastica, la mimosa si conserva bene nel vetro, ad esempio in fialette o vasetti ben chiusi, e sottovuoto! Meno aria prenderanno i fiori di mimosa, più a lungo dureranno. Per un effetto insolito potreste anche utilizzarla in un bouquet al posto del classico ‘verde’ per aggiungere volume e colore alla composizione: essendo un fiore molto vaporoso, vi farà ottenere un risultato molto brioso!

  1. Seleziona i migliori rami di mimosa.
  2. Aggiungi dell’acqua in un vaso e inizia a inserire la mimosa: questa sarà la base della composizione.
  3. Quando il risultato ti soddisfa, aggiungi alcuni fiori freschi dai toni che preferisci. Puoi scegliere un effetto ‘ton sur ton’, come nel mio caso, oppure utilizzare colori a contrasto.
  4. Lasciati sempre guidare dagli equilibri: aggiusta la composizione finché non sei soddisfatta. Aggiungi, sistema e ricolloca i fiori in base all’effetto finale che vuoi ottenere.

 

Una curiosità: La mimosa è una pianta che soffre molto il freddo e i venti, ecco perché cresce accanto a grandi alberi che le tengono al riparo, come gli Eucalipti. Ne esistono ben 450 varietà, non necessariamente tutte caratterizzate dai classici fiori gialli: la mimosa di Costantinopoli, per esempio, produce dei meravigliosi fiori rosa. Esistono inoltre la mimosa bianca e la mimosa farnesiana, caratterizzata da fiori leggermente più grandi e dal bellissimo color arancione. L’Acacia baileyana Purpurea invece ha le foglie di un meraviglioso color porpora, che, accostato alla fioritura gialla, crea un contrasto davvero sorprendente. Andate a cercarle ed emozionatevi! Sì, avete capito bene, sono tutte mimose. Vi sto convincendo della loro bellezza?

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