In mostra a Milano i capolavori di Moroni, maestro del ritratto

La sede milanese delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo ospita la mostra “Moroni (1521-1580), Il ritratto del suo tempo”, la più completa esposizione mai dedicata al pittore lombardo che qui viene affiancato anche da opere di Lotto, Moretto, Tiziano, Veronese e Tintoretto

Ha aperto al pubblico il 6 dicembre scorso alle Gallerie d’Italia – Milano, museo di Intesa Sanpaolo, la mostra Moroni (1521 – 1580). Il ritratto del suo tempo a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino.

L’esposizione, la più completa che sia mai stata realizzata dedicata a Giovan Battista Moroni, presenta oltre 100 opere tra disegni, libri, medaglie, armature, ma soprattutto dipinti provenienti da prestigiosi musei internazionali quali la National Gallery di Londra, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, Gemäldegalerie – Staatliche Museen di Berlino, il Musée du Louvre, il Museo Nacional del Prado, la National Gallery of Art di Washington e il Philadelphia Museum of Art. Alle opere di Moroni si affiancano importanti testimonianze figurative di Lotto, Moretto, Savoldo, Anthonis Mor, Tiziano, Veronese e Tintoretto.

La mostra, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è inserita nel programma Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 ed è realizzata in partnership con Accademia Carrara di Bergamo e Fondazione Brescia Musei. La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici.

“Siamo lieti di presentare un progetto espositivo di ampio respiro dedicato a Giovan Battista Moroni, che consente di riscoprire e ammirare negli spazi delle Gallerie d’Italia una delle pagine più belle e intense della pittura del Cinquecento lombardo e italiano. Questa iniziativa, cui hanno concorso importanti musei nazionali e internazionali, suggella l’impegno della nostra banca nella valorizzazione del patrimonio di Brescia e di Bergamo, nell’anno in cui sono state Capitale della Cultura italiana.”
Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo

Nove temi per percorrere un’epoca

La mostra è suddivisa in nove nuclei tematici, ciascuno dedicato ad un particolare aspetto della produzione artistica dell’artista lombardo: dall’approfondimento della figura di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, il maestro di Moroni, a Lorenzo Lotto, molto attivo a Bergamo dove ha lasciato significative tracce del suo passaggio. Seguono un approfondimento sul contesto trentino della metà del Cinquecento a partire dal Ritratto di Cristoforo Madruzzo, il Principe-Vescovo di Trento dipinto da Tiziano nel 1552 e la comparazione tra il Ritratto di Alessandro Vittoria, scultore trentino, con il Ritratto di Giulio Romano di Tiziano. Chiude la sezione la cosiddetta Pala dei Dottori, un’opera pubblica commissionata a Moroni dalla corporazione dei legali e dei dottori per il proprio altare nella basilica di Santa Maria Maggiore, all’epoca sede delle sedute conciliari.

I ritratti del potere

Mentre i ritratti di Tiziano e Tintoretto valorizzano lo status del personaggio perdendone di vista le specificità individuali, quelli realizzati da Moroni ci restituiscono sempre l’aspetto umano, pur nati con lo scopo esplicito di esaltarne il ruolo pubblico. Esemplare in questo contesto “Ritratto di un Podestà” del 1560-65 proveniente da Accademia Carrara di Bergamo.

I ritratti al naturale

Con questa tipologia di ritratto Moroni riproduce in maniera fedele, senza forme di idealizzazione le persone immortalate nei quadri e tende a costruire set di posa sempre uguali – come facevano i fotografi nell’Ottocento – concentrando l’attenzione dell’osservatore sulla testa, lo sguardo, la posa delle mani e i dettagli della moda. Molte le personalità del tempo ritratte da Moroni che nella mostra vengono messi in dialogo con cinquecentine, armi e armature, selezionati con lo scopo di creare una relazione diretta con i dipinti.

Il cavaliere rosa e la moglie poetessa

“Lunge dagli occhi miei se arrossa, e impietra”, lontano dal mare assume il tipico colore rosso-rosaceo e si indurisce: è il corallo, materiale prezioso dall’apparenza vegetale ma appartenente al regno animale, che tinge gli abiti di un ‘dandy cinquecentesco’, Gian Gerolamo Grumelli. Il suo ritratto è uno dei capolavori più conosciuti di Moroni, caratterizzato proprio dal color corallo che racconta l’impresa di questo giovane uomo. Altrettanto affascinante il ritratto della sua seconda moglie del Grumelli, la poetessa Isotta Brembati, avvolta in un sontuoso abito damascato sui toni del verde.

La chiesa della Controriforma

Moroni produce immagini destinate a una Diocesi fedele ai dettami del Concilio di Trento: la mostra pone in risalto i personaggi ritratti che hanno chiesto di entrare a far parte delle storie sacre illustrate nelle varie pale d’altare, oltre a opere pubbliche di Moroni in perenne bilico tra innovazione e conservazione. Una sezione è dedicata alla preghiera individuale che durante la Controriforma trova riscontro in numerosi dipinti. Nel caso di Moretto e Moroni il ruolo del personaggio ritratto diventa sempre più incombente nei dipinti dove è protagonista l’orazione mentale: una sorta di visione dei fatti sacri ricreata nella mente del devoto.

Il Sarto e la moda del ‘500

L’opera è considerata la più iconica di Moroni: il personaggio è ripreso mentre lavora, sta tagliando con le forbici un pezzo di stoa tinta di nero, colore per antonomasia della moda europea del tempo. Da qui nasce l’idea di raccogliere ritratti della seconda metà del Cinquecento in grado di evidenziare la diffusione di abiti e cappelli, anche di fogge diverse, tutti costituiti da varie tipologie di stoffe nere. Il Libro del Sarto, un repertorio di modelli raccolto da un sarto milanese nella seconda metà del Cinquecento, illustra in modo efficace l’uso del nero nella moda del tempo. In alcuni di questi ritratti compaiono delle imprese: motti e iscrizioni che si combinano con degli oggetti simbolici per restituire al gesto esibito dal ritrattato un significato allegorico.

 

COSA:
MORONI (1521-1580). IL RITRATTO DEL SUO TEMPO
Mostra a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino

DOVE:
Gallerie d’Italia – Milano, Museo Intesa Sanpaolo, piazza della Scala 6

QUANDO:
Dal 06 dicembre 2023 al 01 aprile 2024.
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: aperto dalle 9.30 alle 9.30; giovedì: aperto dalle 9.30 alle 22.30; lunedì: chiuso; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

COME: 
I contenuti della mostra potranno essere fruiti attraverso l’App Gallerie d’Italia, inquadrando i QR Code presenti lungo il percorso di visita.
Tariffe: intero 10€, ridotto 8€, ingresso gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, ridotto speciale 5€ per under 26 e clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo
Informazioni e prenotazioni: http://www.gallerieditalia.com, milano@gallerieditalia.com, Numero Verde 800.167619

Il catalogo della mostra è realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia | Skira.
Dalla stessa edizione è inoltre disponibile il volume per bambini “Giambattista Moroni e il mistero del ritratto perfetto. Storia illustrata e un po’ inventata di un pittore coi baffi e persino la coda”.

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