Mise en place: divagazioni décor stile Jap

Una serata sushi tra amici, una tavola che vuole creare l’effetto sorpresa. Prendendo in prestito tocchi di stile e consuetudini da Oriente e Occidente

L’occasione era una cena tra amiche a base di sushi: così Marianna di @iosonoluragano è partita da un’ispirazione jap per creare un’occidentale divagazione sullo stile. «Le tavole giapponesi non usano tovaglie e si mantengono sulla linea dei beige, dei marroni dei verdi. Io ho seguito questo filo cromatico, però poi ho utilizzato una seta di loto ricamata in Birmania dalle donne della popolazione Intha: loro la ricavano dai gambi spezzati del fior di loto, lavorandone la fibra sui telai». Proviamo a copiarla?

I consigli di Marianna De Gregorio

Tovaglioli. In Giappone non sono utilizzati. Prima del pasto viene fornito un oshibori, un piccolo asciugamano inumidito che servirà a pulirsi le dita. Io li ho messi comunque, di carta.
Teiera centrotavola: una teiera, perché la bevanda che accompagna il sushi è il tè verde, leggero, naturale, che non copre il sapore del pesce. Per valorizzarla mettila su un’alzatina con candele, vasetti trasparenti, ortensia bianche e garofani verdi. La tradizione vuole l’orchidea Phalaenopsis come fiore centrotavola.
Bacchette: una fissa e l’altra in movimento, simboleggiano la dualità dello yin e dello yang, la mano l’essere umano che sta al centro. Se vuoi evitare i coltelli, servi i piatti già tagliati in modo che possano essere divisi pizzicando con le bacchette
L’dee in più: un’ortensia messa a mollo in un piatto, la ciotola dei cereali che serve le salsine.

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