Pavimenti: eco-soluzioni buone per noi e il pianeta

Grazie a una ritrovata eco-sensibilità, oggi sentiamo l’esigenza di ripensare le case con soluzioni capaci di tutelare la nostra salute e quella dell’ambiente. Qui trovi quelle più salutari e sostenibili, le tecnologie che mirano al benessere e le tecniche di posa più corrette per garantire nel tempo la qualità dei prodotti scelti

Progettati con materie prime a km 0, recuperate in natura o riciclate, sono prodotti con accorgimenti sostenibili e finiture salutari. E lo sai che il parquet, il più ‘vivo’ dei pavimenti, va installato solo da posatori qualificati?

Senza sprechi. Chi sceglie il grès Mindwalk, qui nel colore beige, sarà contento di sapere che gli sfridi di lavorazione di questo materiale possono essere riutilizzati per dare stabilità ai sottofondi stradali [Pastorelli-Del Conca].
Igienico, caldo e salutare. Haro Corkett Lagos Natur è il pavimento in sughero naturale di quercia con marchio Angelo Blu, che ne attesta il pieno rispetto di standard ambientali elevati [Haro].
Solo materie prime naturali per la collezione Sensi, che contiene fino al 41% di materiali riciclati e che nasce da un processo produttivo sostenibile fino al 100% [Florim].
In grès a km 0, il pavimento Terrazzo Multicolor è frutto di una produzione basata sull’economia circolare che va dalla estrazione della materia prima al prodotto finito, fino al reintegro degli scarti nel ciclo produttivo [Leroy Merlin].
In materiali bio… e dai gusci delle ostriche! Le piastrelle in bio-resina Mogu Floor Tiles, composte al 94,7% da una formulazione brevettata a base biologica e colorata con eco-pigmenti ottenuti da gusci di ostriche [Mogu].
Igienizzante e certificato a+ Il parquet Legni del Doge, qui in Rovere con finitura City posato a spina ungherese, assicura l’assenza di VOC, i Composti Organici Volatili emessi nell’aria e dannosi per la salute. È trattato con la finitura protettiva igienizzante ad ampio spettro ItlasCare [Itlas].
Si posa anche sul vecchio pavimento. Grazie al micro-spessore di 5,5 mm, il rivestimento in legno naturale di rovere con finitura all’acqua Slimoak si posa sui pavimenti esistenti, evitando le opere di demolizione. Ideale per rivestire anche le pareti, è adatto ai sistemi di riscaldamento radianti [Iperceramica].
Riciclato per il 40%. Realizzato con una produzione a ciclo chiuso che limita il consumo delle risorse naturali riducendo l’impatto ambientale, l’elegante grès Oltre Sand Chevron risponde anche ai requisiti sostenibili della certificazione LEED®, ossia Leadership in Energy and Environmental Design [Marazzi].

A CHI AFFIDARSI PER UNA POSA A REGOLA D’ARTE DEL PARQUET?

Lo abbiamo chiesto a Pietro Belloni, Presidente AIPPL, l’Associazione Italiana Posatori Pavimenti in Legno.

Esiste un albo di posatori qualificati? «No, ma grazie a una norma tecnica UNI del 2014 oggi c’è la certificazione riconosciuta da Enti accreditati che equivale a una sorta di patentino di qualità. Gran parte dei nostri associati, preparati grazie a continui corsi formativi, ne sono dotati».

Cosa contraddistingue un posatore qualificato? «Un professionista ha delle competenze tecniche e normative che gli consentono di analizzare dei dettagli fondamentali che precedono e seguono la posa, così da assicurare la corretta riuscita e tenuta della pavimentazione finita e prevenire danni futuri. Sa e deve riconoscere, per esempio, se un sottofondo è stato eseguito correttamente, oltre a individuare problemi di umidità o di dislivelli e conosce, tra le altre cose, tutte le accortezze da utilizzare nel caso di impianti radianti. In più, conoscendo ogni tipo di posa (incollata, flottante o inchiodata) è l’unico che può fornire un costo ‘equo’ in base al lavoro da effettuare e suggerire quale tipo di finitura e/o trattamento sono i più adatti per il parquet scelto e per le esigenze di chi lo userà. Trovi l’elenco dei posatori soci su aippl.it

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